MONETA
COSA DA’ VALORE AL
DENARO
Cos’è che da
valore al denaro?
Questa è la
grande domanda a cui nessuno sa dare una risposta precisa.
Gli
economisti si perdono in risposte roboanti e complicate ma, in realtà, nascondendosi dietro termini tecnici talvolta
incomprensibili danno l’impressione di
non essere in grado di dare una risposta.
Parlano di inflazione, di debito,
di spread e di altre amenità senza chiarire nulla. Parlano di garanzie…
In questi
giorni, per esempio, si dice che per
ottenere dei soldi dall’Europa noi Italia dobbiamo aumentare il nostro debito
pubblico. Il debito pubblico diventa una garanzia per la moneta stessa il che
suona veramente strano. Un po’ come se
il Sig. Rossi andasse in banca a chiedere un prestito e gli
venisse chiesta una garanzia a copertura. Il sig. Rossi, tutto felice, come
garanzia dice di aver un debito con il Sig. Bianchi . Fantastico!
Allora,
visto che nessuno sa darci risposte esaudenti proviamo a fare un piccolo
ragionamento da persone semplici senza nessuna competenza economica ( che in
alcuni casi è un vantaggio).
All’inizio
vi era il baratto…. Una frase che abbiamo sentito tante volte. Una frase che
lascia intendere che il baratto ora non esista più. In realtà il baratto sottende ogni nostra
azione commerciale ed è l’unica cosa che
da senso al denaro. Il baratto, quindi, non è una moneta ma è ciò che giustifica l’esistenza di una moneta.
La moneta è nata semplicemente per favorire il baratto, non per eliminarlo. E cosa vi è alla base del baratto? Il lavoro.
Questo è alla base della civiltà, anche la più primitiva. Gli esseri umani si
sono organizzati in società civili dove ognuno mette disposizione dell’altro il suo lavoro e ciò
produce un enorme vantaggio per tutti.
Se l’uomo non si fosse organizzato in società civili saremmo ancora ai
tempi della pietra. Quindi alla base di ogni transazione commerciale di tutti i
tempi c’è il baratto. Quando nasce il denaro?
Il denaro nasce per facilitare il baratto, per superre quelle difficoltà
legate alle oggettive difficoltà di
scambiarsi prodotti e servizi. Un pastore oggi se vuole acquistare un auto fa
un bonifico, mentre un tempo avrebbe dovuto fare la “transumanza”. Con il
denaro uno scambio è più semplice no?
Quindi il
denaro è uno strumento non è ricchezza.
La maggior
parte delle persone, però, la considerano ricchezza e questo crea dei problemi
insuperabili. Quante volte sentiamo che non ci sono i soldi e quindi una cosa
non si può fare? Ma come? Non è che manchino persone o materiali in grado di
compiere un determinato lavoro. No,
mancano i soldi e quindi il lavoro non può essere fatto. In questi giorni in cui non si trovavano
mascherine in Italia cosa abbiamo fatto? Molte aziende si sono messe a
produrle. Hanno costruito uno strumento di cui avevamo bisogno. E perché allora,
visto che i soldi sono uno strumento, non fare la stessa cosa anche con i soldi?
Perché non stamparli?
Risposta:
perché creeremmo svalutazione.
Con questa
frase i grandi economisti azzittiscono tutti.
Ma cosa è la
svalutazione? Per rispondere a questa
domanda dobbiamo tornare alla domanda iniziale: cosa da valore al denaro?
La risposta
è semplice ma procediamo con ordine.
Quando si
passò dal baratto al denaro il ragionamento fu questo. Il re, imperatore o
ricco di turno che si voglia comprava le merci di cui aveva bisogno con delle monete d’oro e intimava tutti ad
accettarle e a scambiarsele tra loro. Chi le riceveva sapeva che avrebbe potuto
a sua volta ottenere qualcosa in cambio da qualcun altro se le avesse cedute e
ciò era garantito dalla maggiore
autorità locale, dal Re, per cui la
gente si fidava. Due parole sono emerse:
Autorità e fiducia. Due parole chiavi che stanno alla base di ciò che da
valore al denaro. Tutto qui e nient’altro che questo : Autorità e fiducia sono
gli ingredienti che danno valore al denaro.
Ma anche
questi da soli non ne giustificano l’esistenza.
Il denaro esiste perché serve al baratto e quindi ciò che ne giustifica l’esistenza
è il baratto stesso ossia il lavoro. Lo scambio del proprio lavoro tra le
persone. In conclusione che da valore al
denaro sono l’autorità e la fiducia, mentre ciò che ne giustifica l’esistenza è il lavoro.
Qualcuno
potrebbe dire che non è vero. Dietro al valore del denaro c’è l’oro. Questa,
purtroppo è una credenza dura a morire. L’oro non centra nulla.
Le famose
riserve auree dello stato non hanno più alcun valore…o quasi. Potrei sbagliarmi
ma credo che fu un presidente degli stati uniti negli anni 70 che decretò la fine
di questo rapporto. Da allora si potè stampare denaro senza più avere un
corrispettivo in oro nelle casse dello stato.
Ma vi siete
mai chiesti perché l’oro avesse assunto un valore tale da giustificare
qualsiasi cosa pur di averlo? Un valore sopra ogni logica. Un valore tale da
essere esso stesso in grado di garantire il valore del denaro? Non c’è nessun
logico motivo. E’ un materiale del tutto inutile con il quale non si può fare
nulla. Ma allora perché? La risposta non l’ha nessuno, credetemi.
Io do la mia
interpretazione . Essendo un materiale raro e di difficile reperimento
diventava impossibile contraffarlo. Delle monete di ferro avrebbero potuto essere realizzate facilmente mentre in oro
no. Questo è l’unico motivo. Non potendo contraffarle non veniva messo in
dubbio l’autorità di chi le garantiva Re, imperatore o chi si voglia. Se avevi
una moneta d’oro in mano era sicuramente una moneta originale. Di conseguenza
il re che voleva emettere altre monete doveva procurarsi del nuovo oro
facendolo diventare un materiale pregiato.
Ora per un
errore di logica si è venuti a credere che l’oro abbia un valore intrinseco, un
valore che nasce dalle sue proprietà strutturali ma questa è solo un illusione.
L’oro era a quei tempi solo uno strumento anticontraffazione, non era
ricchezza. Se avesse un valore assoluto perché mai il Re avrebbe dovuto
privarsene? Che da valore al denaro ,e quindi all’oro che ne garantisce
autenticità, è il lavoro. Il Re se ne
priva per avere qualcosa che vale di più: Il lavoro.
Facciamo un
esempio per capire come il denaro non abbia alcun valore intrinseco.
Due navi
naufragano nell’oceano e i naufraghi si salvano trovando rifugio su due diverse
isole ma del tutto simili. Isole rigogliose ricche di flora e di fauna allo
stesso modo.
Ora su una
delle due isole dopo qualche giorno arriva un container ( anche lui reduce da
un naufragio) pieno di attrezzi di lavoro, attrezzi di tutti i tipi. Sull’altra
isola invece arriva un altro container pieno di euro ( o di dollari se
preferite) . Stracolmo in grado di arricchire una nazione intera.
Secondo voi
chi tra i due gruppi di naufraghi si salverà? Quelli con gli attrezzi di lavoro
o quelli con tanti soldi? La domanda è retorica.
Quindi i
soldi non rappresentano ricchezza. Sono solo uno strumento. La vera ricchezza è il lavoro ( e chi lo sa
fare…il famoso Know how)
Tuttavia ai
giorni nostri anche il lavoro sta diventando difficile da trovare . Grazie alla
tecnologia molto lavoro viene prodotto da poche persone e questo crea un
problema perché la gente non sa più come scambiare i suoi servizi visto che non
ha nulla da fare. Il vero probema quindi non sono i soldi ma il lavoro e questa
sarà una delle più grosse sfide della
nostra generazione. Anche qui non bisogna commettere errori di valutazione. IL
fatto che non ci sia lavoro non deve essere confuso con le carestie di un tempo
dove mancava da mangiare e mancavano i beni di prima necessità. Niente di così
grave. Oggi come oggi non mancano i beni alimentari e i beni di consumo ma
manca la capacità di scambiarceli. Prima grazie al lavoro che ognuno faceva si
giustificavano i soldi( lavoro) e quindi
potevamo scambiarci le merci. Ora questo modello non va più bene. Le merci ci
sono ma dobbiamo trovare un modo alternativo per potercele scambiare. La sfida è aperta!
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