#PERCHÈNONTORNITUTTOCOMEPRIMA
#perchènontornituttocomeprima
Se la vita frenetica prima del
coronavirus vi piaceva così com’era allora lasciate che tutto proceda
naturalmente ed è solo questione di tempo: tutto tornerà come prima.
Torneremo a lavorare tutto il
giorno 50 settimane l’anno per poterci prendere 14 gg di ferie. Se vogliamo
continuare a vivere senza sosta, senza poter godere di un attimo di respiro
affidano la crescita dei nostri figli ad altri non dobbiamo fare nulla e
riprenderà tutto come prima in poco tempo.
Ma se, invece, vogliamo costruire un mondo diverso e migliore, dove si possa vivere e non sopravvivere è adesso che dobbiamo muoverci. E’ adesso che
dobbiamo mettere in campo nuove idee e immaginare una società diversa.
C’è una grande occasione ora che
stiamo per affrontare il post Coronavirus. Non perdiamola…#perchènontornituttocomeprima
La società basata sull’attuale
economia è evidentemente arrivata in un fondo cieco e ciò lo si può evincere da
due fondamentali dati certi:
1-Un economia che si basa su una
crescita costante del PIL come condizione indispensabile per poter sopravvivere
quale futuro può avere? O sbarchiamo su
Marte oppure il mondo per grande che possa essere è un insieme chiuso e oltre
una certa misura non potremo riempirlo di prodotti.
2- La tecnologia nel bene o nel
male sta togliendo posti di lavoro e questo lo vediamo tutti. I casellanti alle
autostrade sono stati ridotti del 90% e a breve anche le cassiere dei
supermercati faranno la stessa fine. Gli impiegati in banca cominciano a
diminuire . I fotografi sono ormai estinti. Qualcuno si illude che nasceranno
sempre nuovi lavori che prima non esistevano ma per me questa è una pia
illusione. L’automazione continuerà nel suo processo di diffusione. I Robot
sono già pronti e tra breve li troveremo sui
mercati a prezzi accessibili. I droni serviranno ai ristoranti al posto
dei camerieri e via di questo passo.
E noi che facciamo ? Nulla.
Esattamente come quelli che vedono arrivare la valanga e si fermano a fare le
foto invece di scappare e mettersi al sicuro così noi non capiamo la situazione
e inebetiti guardiamo al futuro che arriva…e ci travolge.
E’ questo il momento di
effettuare una grande riforma del lavoro e di incominciare a prevedere come si
potrà vivere in un mondo dove non c’è bisogno di lavorare perché saranno le
macchine a lavorare per noi.
E’ un processo che avverrà
lentamente, certo, ma avverrà e se non cominciamo a pensarci adesso dopo sarà
troppo tardi.
La prima cosa da fare semplice ed
efficace è ridurre le ore di lavoro giornaliere da 8 a 6. Ma chi l’ha mai detto
che per fare andare avanti questo mondo l’unica soluzione sia lavorare come
forsennati 8 ore 6 giorni su 7?
Una riduzione dell’orario di
lavoro avrebbe due grossi vantaggi:
1-Maggior benessere psicofisico
del lavoratore
2- Aumento dei posti di
lavoro. Per svolgere lo stesso lavoro dove
prima servivano 4 persone ora ne
serviranno 5. Potenzialmente un aumento del 20% dei posti di lavoro…e questo è
solo l’inizio. Con il passare del tempo e con l’avanzare delle tecnologie
potremo ridurre ulteriormente gli orari. Evidentemente, almeno inizialmente, i
salari saranno ridotti in modo proporzionale per far si che al datore di lavoro
i conti tornano. E’ un grosso problema? Non credo proprio. Diminuendo il potere
d’acqusito delle famiglie la domanda diminuirà e di conseguenza anche i prezzi
scenderanno. Nel frattempo le tecnologie abbasseranno i costi di produzione e ci
sarà un naturale riequilibrio. E se mi sbagliassi? Non sarà la fine del mondo
saremo costretti a fare forse delle piccole economie domestiche per ovviare
alla riduzione delle entrate ma nel complesso la qualità della vita sarà
decisamente migliorata.
La seconda cosa che farei è dare
la possibilità a tutte le donne di poter scegliere il part time nel momento in
cui decidono di far famiglia. Deve
diventare un diritto e non una gentile concessione che solo qualche datore di
lavoro si può permettere. Magari un Part-Time verticale che sia facilmente
organizzabile per l’imprenditore. Dobbiamo tornare a mettere al centro della
nostra società la famiglia. E al centro della famiglia c’è la donna. In questi
anni le donne hanno dimostrato di saper fare bene tutto quanto fanno gli uomini
ma purtroppo gli uomini non hanno dimostrato di saper fare il contrario. Il
ruolo delle donne nella società lo sanno fare solo loro…e per fortuna!
La terza cosa che farei è un
sostegno alla famiglia per ogni figlio
con uno sgravio fiscale progressivo fino
al terzo figlio un po’ come il modello francese che guarda caso ha fatto sì che
la Francia sia la Nazione in Europa con
la maggior natalità.
Queste solo alcune idee ma che
farebbero una differenza enorme. C’è una grande occasione ora che stiamo per
affrontare il post Coronavirus. Non perdiamola…#perchènontornituttocomeprima
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