LIRE VS EURO

IL DESTINO DELL' ITALIA IN EUROPA SECONDO UN VETERINARIO DI CAMPAGNA

La prima cosa da dire è che esistono due diversi tipi di economia : l'economia interna e l'economia esterna.
Si tratta di due mondi completamente diversi e per molti aspetti anche svincolati tra di loro per i quali ben potrebbero esistere  due monete diverse.
La mia idea sarebbe quella di risolvere la situazione critica relativa all'euro non uscendo dall'euro ma bensì distinguendo appunto tra l'economia esterna (o internazionale che dir si voglia)  che continuerebbe a funzionare in euro, e l'economia interna che funzionerebbe ancora in lire.
Come funzionerebbe: il cittadino italiano, e in generale, chiunque si trovi sul territorio italiano commercerebbe con le lire il cui valore non è svincolato all'euro ma anzi ne è convenzionalmente legato.  1 euro = 1 Lira.
Lo stato italiano ha facoltà di produrre denaro italiano nella misura in cui lo ritiene necessario senza alcun vincolo nei confronti dell'europa e senza timore che questo denaro si svaluti nei confronti dell'euro per i motivi che ora vengo a spiegare.
Per quanto riguarda l'economia interna ossia per tutti i beni e servizi prodotti in Italia non cambierebbe nulla. La vita resterebbe esattamente la stessa di prima per cui non mi dilungo.
Per quanto invece concerne l'economia esterna devo introdurre due concetti:

Se ci sforziamo di immaginare per un attimo l'Italia come una grande famiglia e immaginiamo lo Stato italiano come il buon padre di famiglia possiamo fare alcuni ragionamenti base. L'economia interna di questa famiglia si basa sul lavoro dei membri della famiglia stessa. Il padre dice ad ognuno quali faccende sbrigare. Solo per ipotesi e senza voler essere accusato di sessismo potremmo dire che i figli maschi svolgono il lavoro nei campi e nelle stalle e le figlie femmine svolgono le faccende domestiche e pensano ai bambini più piccoli. A pranzo e a cena si ritrovano tutti per godere dei frutti del lavoro di ognuno. Ciò che è stato prodotto viene messo sulla tavola e condiviso.Chi ha lavorato nei campi ha il diritto di sedersi a tavola e trovare un piatto caldo e chi ha lavorato in casa ha diritto di andare al mulino dal fratello  e prendere della farina. Nessuno mette in discussione la cosa perchè c'è il padre di famiglia la cui autorità e di garanzia per tutti i figli. Ora questo modello di economia può essere esteso anche ad una comunità più grande. Il padre di famiglia ora lo chiameremo l'Autorità. L'autorità   rilascia ai membri della comunità che hanno svolto del lavoro utile delle certificazioni attestanti il loro impegno. Grazie a queste certificazioni i cittadini possono usufruire dei servizi offerti dagli altri cittadini esattamente come avveniva nel modello familiare di prima. Potremmo infine attualizzare ancor meglio questo concetto e declinarlo nella realtà di oggi: L'autorità ossia lo stato Italiano, emette della moneta con la quale i cittadini si scambiano i beni e i servizi. Grazie alle tasse lo stato riesce a mantenere in equilibrio l'economia garantendo anche  quei servizi che non producono reddito ( esempio classico : la giustizia) .
Ciò sebbene in modo semplice e magari anche puerili esprime di fatto  come funzione  la realtà di un economia interna.
Il problema nasce quando si passa all'economia esterna.
Infatti se si considera il concetto di ricchezza in economia interna è facile capire che la ricchezza è data dalla quantità di prodotti e servizi disponibili sul territorio. Il valore dei soldi non è minimamente in questione. Essi sono solo un mezzo di scambio garantito dallo stato, Non hanno un valore intrinseco.
Per quel che riguarda l'economia esterna invece il valore dei soldi viene ad avere un valore maggiore. Che da valore ai soldi sono i beni prodotti dalla comunità. Esattamente come nel baratto se voglio un bicchiere di birra di un tedesco posso offrirgli dei pomodori. Ma se non ho nulla da offrirgli non potrò certo pretenedere la birra. Quindi tornando ai soldi questi verranno accettati all'estero solo se hanno un valore certo. Per fare ciò è necessario che l'Autorità dia il denaro solo come conseguenza di un reale lavoro svolto. I soldi vanno quindi guadagnati.
Vediamo quindi come potrebbe funzionare l'economia esterna basandosi su questi concetti.

-La regola su cui tutto il meccanismo si regge, l'ho definita  :" La regola del buon padre di famiglia". Questa regola afferma che non si può spendere più di quanto si sia guadagnato ossia più di quanto vi sia in cassa.
Lo stato, come un buon padre di famiglia, sarebbe il depositario di tutti gli euro degli italiani e così come un figlio chiede al padre dei denari per le sue esigenze e lui glie li accorda in base alla disponibilità così ogni  italiano chiederebbero allo stato gli euro per le sue esigenze ( solamente relative agli acquisti di prodotti esteri) e lo stato glie li accorderebbe in base alla sua disponibilità .

Ed ora vediamo un po' meglio come funzionerebbe.

Come detto lo Stato sarebbe il Grande Cassiere che fungerebbe da garante per l'import e l'export. Il nostro import diventerebbe vincolato alla nostra disponibilità di cassa( secondo la legge del buon padre di famiglia) mentre l'export sarebbe evidentemente libero ( e benedetto).  Sarebbe Benedetto perché solo grazie ad un buon export noi potremmo avere un altrettanto valido import. L'export è la nostra garanzia, la nostra vera ( ed unica ) ricchezza all'interno di un mondo globalizzato ed è in ultima analisi l'unico mezzo che determinerà il nostro potere d'acquisto. Se il buon padre di famiglia lavorerà tanto con l'estero avrà tanti soldi da dare ai suoi figli ossia potrà soddisfare le richieste di euro da parte dei cittadini.
Come detto vi sono due distinte economie quella interna( che utilizza le Lire ) e quella esterna che viaggia ad euro. Il valore che vincola le lire all'euro è un valore convenzionale stabilito dallo stato italiano( ossia dagli italiani) e non può in nessun modo subire delle oscillazioni di mercato per il semplice fatto che ha appunto un semplice valore convenzionale. Siamo noi italiani che decidiamo che 1 Lira vale un euro e su questo nessuno potrà mai dire nulla. Se un tedesco vuol venire in Italia a fare le sue vacanze ( e sarà sempre il benvenuto perche turismo = export) si adeguerà al cambio che noi imponiamo, e l'economia seguirà il principio della domanda e dell'offerta. Attenzione però che nessuno vieta che un prezzo venga abbassato se l'economia lo richiede. Se una vacanza in Italia venisse considerata cara per un determinato prezzo nessuno impedisce all'abergatore di abbassare quel prezzo per trovare il cliente. Il valore della moneta non subirebbe svalutazione.
Faccio un esempio: grazie alla nostra Florida economia interna incentrata sulla lira potremmo ottenere dei servizi di alta qualità in termini di turismo. I nostri servizi pagati in lire potrebbero essere veramente economici e ci potrebbero permettere di vendere una vacanza a Rimini non più a 1000 euro a settimana ma magari a sole 750 euro il che potrebbe essere allettante per i turisti stranieri.
E cosa succede quando uno straniero viene in Italia? Semplicissimo paga tranquillamente in euro ( con carta di credito) A questo punto che  fine fanno  gli euro ottenuti dal nostro albergatore di Rimini? vanno ad ingrassare le casse dello stato che li converte alla albergatore in Lire 
E cosa se ne fa lo stato di questi euro? Li utilizza per  il nostro import. Ecco perche noi non temiamo la svalutazione della nostra lira, ossia perché noi gli acquisti con l'estero li facciamo in euro ossia una moneta pregiata e da tutti accettata. Euro che come detto sono depositati presso le casse del nostro stato. Una volta esistevano le riserve auree a garanzia del valor delle monete nazionale,  con questa mi teoria le riserve auree sono date dai miliardi di euro depositati presso le casse dello stato italiano.( riserve euree!)
A questo punto credo che a qualcuno possa venire la seguente domanda : ma cosa succede se le nostre risorse in euro piano piano andassero ad esaurirsi ? Tranquilli, ciò  non potrà mai succedere se si manterrà ferma l'unica regola che ho dato ossia quella del buon padre di famiglia. Se non ci sono soldi in cassa non si fanno acquisti all'estero e ci accontenta dell'economia interna che comunque sarà sempre più Florida qualora gli scambi con l'esterno dovessero ridursi( se non potrò piu comprare qualcosa all'estero dovrò arrangiar mia a produrre da me creando, per altro, oltre al bene necessario anche  lavoro per gli italiani.
Per altro, una volta che il giochino sarebbe chiaro a tutti gli italiani, sarà una naturale logica conseguenza che a tutti venga  voglia  di acquistare italiano ( come già fanno i francesi con le auto) per ridurre le fuoriuscite di euro dalle casse dello stato e aumentare così la nostra ricchezza generale ( il famoso fondo in euro presente nelle casse dello stato) e parimenti verra Benedetto il turismo e l'export in genere per i quali penso dovrebbero essere studiate delle leggi ad hoc per poterli incentivare al massimo. Come detto l'export ( e il turismo che ne rappresenta una variante) sono la nostra principale garanzia e rappresentano la nostra solidità agli occhi degli stranieri.

Vi è ancora un ultima interessante questione che quest'idea ci permetterebbe di risolvere definitivamente.
Immaginiamo di dare vita oggi a questa idea:
 Lo stato italiano ritirerebbe cambiandoli in lire  tutti gli euro presenti sul suolo italiano e convertirebbe in lire tutto quanto non in moneta contante( azioni, debiti, crediti ecc). Così facendo lo stato italiano si trova incredibilmente   ricco ( altro che IMU e manovre finanziarie che impoveriscono la popolazione) . Con un  solo colpo di mano  avremmo ottenuto ciò che nessuna tassazione avrebbe mai potuto ottenere:  tutti gli euro degli Italiani sono stati riscossi fino all'ultimo cent senza richiedere alcun sacrificio agli italiani.  Di fatto il parallelo con il passaggio di 10 anni fa dalla lira all'euro in cosa differisce? La differenza fu che allora lo stato Italiano ritirava le lire ( una moneta ormai senza valore ) e le avrebbe probabilmente bruciate tutte, mentre oggi lo stato ritira una moneta che continua ad avere valore con la quale lo stato può finalmente fare una cosa che non avrebbe mai potuto fare prima : ripianare in modo consistente il debito italiano togliendo l'Italia da quella stretta debitizia  che ci stava lentamente soffocando e che pian piano ci stava portando verso la fine della nostra autonomia nazionale.
Il contante circolante in Italia oggi è di circa 700 miliardi di euro mentre il nostro debito é di quasi 2000 miliardi di euro. Si potrebbe utilizzare 500 miliardi di euro per ridurre di 1/4 il nostro debito pubblico e i restanti 200 miliardi di euro andrebbero a costituire le riserve euree ( e non auree) di cui parlavo piu sopra risorse che saranno la misura della nostra ricchezza e della nostra capacita di acquisto sul mercato internazionale risorse che non andranno mai ad esaurirsi se terremo sempre valida la regola del buon padre di famiglia.
Si potrebbe programmare infine che tutti gli euri guadagnati tramite il bilancio positivo tra export ed import potrebbero essere utilizzati per pagare il debito pubblico cosa che potrebbe avvenire nel giro di un decennio.( anche se questo è solo un ipotesi non verificata e non verificabile perché non sono facilmente prevedibili gli effetti positivi che potrebbero verificarsi sul nostro export grazie alla reintroduzione della lira cosa che potrebbe ridurre enormemente questo periodo)
A dare ulteriore valore a questa iniziativa vi è poi il fatto che l'Italia non farà più la figura di una repubblica delle banane che non può Pagare i propri debiti. Noi saremo agli occhi di tutti,  coloro che stanno saldando i loro debiti con gli  altri e pertanto continueremo ad essere credibili e ad esser degli ottimi partner commerciali con cui collaborare e bene verrebbe accettata la nostra regola del buon padre di famiglia (relativa all'importazione solo se coperta da fondi, che potrebbe altrimenti essere digerita come un blocco all'importazione contrario alle regole di mercato) perché alla base di un progetto di ripianamento dei debiti
Con ogni probabilità qualcuno avrebbe qualcosa da ridire, in particolare i nostri creditori, che potrebbero lamentare  con la seguente operazione una svalutazione dell'euro ( ci sarebbe un aumento notevole della liquidità nel mercato europeo) ma credo che nessuna legge di qualsiasi legislazione europea potrebbe impedire a qualcuno di saldare un suo debito. Potrebbero poi dispiacersi di non poterci piu tenere per la gola con le loro regole sull'austerità che alla fine avvantaggiavano solo loro rendendoci ne piu ne meno che delle vere e proprie colonie.  Mi dispiace deluderli ma gli italiani sono un popolo che non può essere sottomesso a nessuno e il nostro futuro ce lo scriveremo da soli senza dover chiedere permesso alla Germania o alla Francia ma anzi conquistandoci anche la stima e la fiducia di costoro.

 

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