ALLEVAMENTO
ALLEVAMENTO: CARNIVORI/VEGETARIANI/VEGANI
Le motivazioni che sottendono a queste tre scelte possono essere diverse. Vediamo
di analizzarle.
Vi possono essere scelte di natura etica/morale come nel
caso dei vegani motivazioni di natura salutista come nel caso dei vegetariani e
motivazioni di natura estetica legate ai sensi cioè al gusto. Vi possono essere
poi motivazioni a carattere ambientale legate alla sostenibilità e alla lotta
alle fame nel mondo.
Scelte di natura etico morale.
Per molte persone non si dovrebbe mangiare carne e tutti i
derivati del mondo animale perché ritengono che sia eticamente sbagliato
uccidere un animale per sfamarsi visto che ciò non è assolutamente
indispensabile all’essere umano dal momento che può vivere cibandosi di cibi
vegetariani.
Le motivazioni sembrerebbero a prima vista valide e condivisibili. Tuttavia
analizzandole bene si giunge ad un bivio etico/filosofico dal quale non si può
prescindere se si vuole continuare su questa discussione.
Il punto è: Se non mi nutro più di carne e dei suoi derivati
nessuno li alleverà. La domanda quindi è :” E’ giusto in nome del mio rispetto
per l’animale e della mia repulsione alla sua uccisone impedirne la nascita stessa. In altre parole è
giusto impedirgli di nascere e di vivere perché non vogliamo farli morire?
A seconda di quale risposta uno dia a questa domanda si
potrà continuare nella discussione senza indugi.
Nel mio caso la risposta è no, non è giusto. La Vita è fatta
di nascita e morte per tutti uomini e animali. Non può essere quindi
determinate il fatto che gli animali debbano morire per evitare di farli
nascere.
Il punto è un altro a mio modo di vedere.
La differenza in
questa discussione è la qualità della vita degli animali e non il fatto che
alla fine verranno uccisi.
Ecco allora che è importante un allevamento rispettoso della
dignità dell’animale. In questo senso viene subito da dire che l’ allevamento
estensivo è una forma decisamente più accettabile di quello intensivo dove gli
animali sono ammassati in ambienti ristretti e sfruttati come macchine (sia per la produzione di carne che di latte). Ora in Italia l’allevamento estensivo non è
praticamente percorribile ma tornare ad un allevamento semi-intensivo come
quello di un tempo dove gli animali erano parte della famiglia contadina, erano
chiamati per nome e venivano allevati con amore, rispetto e cura potrebbe
essere una buona soluzione di compromesso. Credo che tornare a questo tipo di
allevamento sia la strada più giusta da percorrere e potrebbe attirare giovani
allevatori in zone rurali spesso abbandonate come nelle valli bergamasche. Dove è il problema? Semplice: l’economia
attuale prevede una concorrenza senza regole . Ciò vuol dire che per ottenere
il prezzo più basso si creano delle logiche di allevamento che portano all’allevamento
intensivo di cui sopra. Del resto oggi come oggi è impensabile che una famiglia
contadina possa sopravvivere con pochi
animali da allevare. Alle attuali condizioni di mercato ciò non è possibile. L’unico
modo sarebbe quello di inserire delle regole tali per cui l’allevamento
semi-intensivo è l’unico modo possibile.
Ciò comporterebbe un aumento dei prezzi tali da non essere più accessibili
dalla maggior parte delle persone. Tuttavia se cambiassero le abitudini
alimentari e( e stanno cambiando) e
invece di assumere carne e derivati della carne tutti i giorni li si assumesse
una sola volta la settimana, anche l’aumento dei prezzi diventerebbe
sostenibile all’interno di un economia famigliare. Potrebbe essere la soluzione
giusta? Forse si. Cosa servirebbe?
Alcune idee:
-Bisogna avere il coraggio di fare leggi che regolamentino l’allevamento preservando la dignità dell’animale.
- Bisogna tutelare gli allevatori da concorrenza sleale con
prodotti provenienti da altri paesi dove tali regole non sono obbligatorie
. Incentivare gli agricoltori con delle misure che
garantiscano agli stessi gli sforzi da loro effettuati in un ambiente così
strategico come il fabbisogno nazionale di cibo. Ciò potrebbe voler dire adozione di sussidi e di agevolazioni economiche.
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